Per pagare correttamente le tasse scolastiche, occorre prima di tutto individuare i tributi dovuti e comprendere le procedure ammesse dall’amministrazione finanziaria e dal Ministero dell’Istruzione. Le principali imposte connesse all’istruzione secondaria superiore riguardano la tassa di iscrizione, la tassa di frequenza, la tassa di esame e la tassa di diploma, tutte versabili soltanto dopo il compimento dei sedici anni di età. Una volta terminato l’obbligo scolastico, lo studente o chi ne fa le veci deve provvedere al pagamento delle somme previste, rispettando gli importi fissati per ciascuna tipologia di tassa. La normativa stabilisce che, quando lo studente è minorenne, siano i genitori o i tutori a curare l’adempimento dei versamenti, mentre per chi ha già compiuto i sedici anni resta l’obbligo di pagamento al momento delle scadenze indicate dalla scuola.
La tassa di iscrizione si versa all’atto dell’iscrizione in una scuola secondaria superiore, non appena lo studente abbia compiuto i sedici anni. Questo tributo non è rateizzabile ed è destinato interamente all’Erario; il relativo importo, pari a 6,04 euro, copre l’intero periodo di studi, che va dall’iscrizione fino al termine del ciclo scolastico. La tassa di frequenza, di importo pari a 15,13 euro, deve essere corrisposta annualmente dopo il sedicesimo anno di età dello studente. A differenza di quella di iscrizione, può essere versata in più rate, ossia una a inizio anno e le successive nei mesi di dicembre, febbraio e aprile. Nel caso in cui lo studente cambi istituto e si trasferisca da una scuola statale a un’altra, il pagamento già effettuato rimane valido. È inoltre possibile godere di una detrazione ai fini dell’imposta lorda, pari al 19% dell’importo versato.
Le tasse di esame e di diploma completano il quadro delle imposte scolastiche. La prima, che ammonta a 12,09 euro, si versa al momento della presentazione della domanda per partecipare a esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica o di Stato (tradizionalmente l’esame di maturità), mentre la seconda, di 15,13 euro, va corrisposta al momento del rilascio del titolo di studio. Anch’esse non prevedono la possibilità di rateizzazione e sono legate a eventi puntuali nel percorso dello studente: l’iscrizione all’esame e il ritiro del diploma.
Sono previste diverse forme di esenzione, normalmente connesse a ragioni economiche, a particolari situazioni personali o al merito scolastico. Nel primo caso, qualora l’ISEE familiare sia inferiore alla soglia di 20.000 euro, è possibile ottenere l’esonero. Ci sono poi esenzioni che concernono studenti orfani di guerra, figli di mutilati o invalidi, nonché ciechi civili, in ragione dello status di particolare vulnerabilità. Vi sono infine esenzioni per merito, rivolte a studenti che dimostrino uno scrutinio finale con votazione media pari o superiore a 8/10. Sono esplicitamente esclusi dall’esonero gli allievi con sanzioni disciplinari gravose e coloro che ripetono l’anno senza motivi di salute. In caso di mancato pagamento del bollettino di tasse, lo studente non può perfezionare l’iscrizione, rischiando di essere escluso dalle attività didattiche e dalle iniziative scolastiche. Se il bollettino è stato inviato incompleto di alcuni dati, la scuola di solito richiede al genitore o allo studente interessato di provvedere alla corretta compilazione.
Le modalità di versamento ammesse sono diverse. Innanzitutto, si può utilizzare il conto corrente postale numero 1016 intestato all’Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara. È importante indicare la causale corretta per identificare a quale tipologia di tassa si riferisce il pagamento (iscrizione, frequenza, esame o diploma). Il versamento sul numero di conto 1016 può essere effettuato con bollettino postale, facilmente reperibile presso ogni ufficio postale, o con bonifico bancario all’IBAN dell’Agenzia delle Entrate (IT45 R 0760103200 000000001016). Nel caso degli studenti iscritti in Sicilia, occorre invece utilizzare l’IBAN IT26 S 0760103200 000000205906, sempre intestato all’Agenzia delle Entrate – Centro Operativo di Pescara, ma specificando la dicitura “Tasse scolastiche Regione Sicilia”.
Il bollettino 1016, sia che si tratti della versione prestampata sia di quella in bianco, va compilato con attenzione. Nella sezione relativa alla causale occorre precisare a quale tipo di tassa scolastica ci si riferisce e inserire tutti i dati anagrafici dello studente, nonché la classe che egli frequenterà o per cui sta presentando la domanda. Nel bollettino in bianco vanno compilati anche gli spazi per l’intestazione del beneficiario, l’importo e la dicitura di versamento, avendo cura di riportare correttamente sia la cifra in numeri sia in lettere.
Dal 1° gennaio 2020 è possibile utilizzare il modello F24 per versare le tasse scolastiche, grazie all’istituzione di specifici codici tributo da parte dell’Agenzia delle Entrate (Risoluzione n. 106/E del 17 dicembre 2019). In tal caso, occorre compilare la sezione “Contribuente” inserendo il codice fiscale dello studente e, se necessario, anche il codice fiscale del genitore o tutore, selezionando il codice identificativo tra quelli previsti (01 per la tassa di iscrizione, 02 per la tassa di frequenza, 03 per quella di esame, 04 per quella di diploma). Nella sezione “Erario” vanno invece indicati il codice tributo TSC1, TSC2, TSC3 o TSC4 a seconda del tipo di tassa, l’anno di riferimento e l’importo da versare.
Un’altra strada, ormai molto comune, è il pagamento telematico. Le istituzioni scolastiche, tramite la piattaforma “Pago in Rete” messa a disposizione dal Ministero dell’Istruzione e agganciata al sistema pagoPA, possono emettere avvisi di pagamento collegati appunto al conto 1016 dell’Agenzia delle Entrate. Chi riceve l’avviso può procedere al versamento online in qualunque momento, utilizzando carte di credito, prepagate o altri strumenti abilitati a pagoPA. “Pago in Rete” funziona come un servizio centralizzato, accessibile 24 ore su 24, che permette di eseguire i pagamenti obbligatori e volontari, oltre alle tradizionali tasse scolastiche. È sufficiente accedere con SPID, CIE o le credenziali SIDI (queste ultime riservate al personale scolastico). In alternativa, molti istituti consentono di pagare tramite altre applicazioni integrate con pagoPA, che non richiedono obbligatoriamente SPID ma consentono di inquadrare il QR Code presente sull’avviso di pagamento e completare la transazione.
Nel caso di versamenti online, la tracciabilità è immediata e consente al sistema scolastico di riconciliare rapidamente le somme incassate. Per alcuni genitori rappresenta anche una modalità più semplice e veloce di pagare, in quanto si evitano lunghe attese in ufficio postale o complicazioni nella compilazione manuale dei bollettini. La medesima procedura di pagamento telematico può essere eseguita accedendo al sito del Ministero dell’Istruzione, dove, tramite Pago in Rete, è possibile generare o visualizzare l’avviso di pagamento e procedere alla sua liquidazione.
Resta infine la possibilità di chiedere eventuali rimborsi delle somme corrisposte, qualora sia dimostrabile che la tassa non fosse dovuta oppure che siano intervenute esenzioni o errori. In tali casi, è necessario rivolgersi all’istituto scolastico o, se indicato nelle istruzioni operative, direttamente all’Agenzia delle Entrate, specificando le ragioni della richiesta e allegando la documentazione che comprovi il diritto al rimborso. Se l’esonero è scaturito da una condizione di merito o da un cambiamento della situazione economica, è opportuno rivolgersi tempestivamente alla segreteria scolastica per regolarizzare la situazione, presentando l’ISEE o i documenti di certificazione necessari.
In conclusione, il pagamento delle tasse scolastiche può avvenire in diverse forme – bollettino 1016, bonifico, modello F24 o piattaforme telematiche – e deve sempre essere effettuato dopo i sedici anni di età dello studente, per ciascuna tassa dovuta. Una corretta compilazione dei dati, un’attenzione alle scadenze e la verifica dei requisiti di esonero permettono di adempiere in modo efficace e tempestivo agli obblighi previsti dalla normativa. La pluralità di modalità di versamento e l’uso crescente degli strumenti digitali, infine, puntano a semplificare le procedure e a garantire una gestione più agevole e trasparente di ogni tributo connesso alla carriera scolastica.